Non vedo, non sento… e dico cazzate

Lo so, sarei stato più fine e di classe nel mettere le scimmiette originali nella foto dell’articolo… ma qualcuno apprezzerà questa reinterpretazione “tutta salute”. Tutto sommato, però, anche il titolo è una reinterpretazione del famoso adagio, rivisto per essere riadattato alla nostra mirabolante classe politica.

Tutto inizia alla mia visione divertita di questa vignetta di Stefano Disegni, ripresa dal blog “Il Cannocchiale”. Per chi non volesse vederla – ma vi consiglio di farlo -, mostra una scolaresca in visita al parlamento italiano, che incontra due deputati; uno dei bambini, in merito alla questione delle dichiarazioni di Travaglio sollevate al momento dai deputati, chiede semplicemente “se sia vero o no” quello che il giornalista dice, provocando l’ira funesta dei politici che dribblano la domanda e si alterano sempre più.

La cosa mi porta stamattina a farmi il sangue amaro e dire la mia sulla vicenda.

Italiani, popolo di ovini, vergogniamoci!

Possibile che alla notizia di una intercettazione tra Berlusconi e un giornalista RAI in cui il primo chiede di inserire in RAI una ragazzina da lui raccomandata, nessuno si ferma a riflettere sulle collusioni tra RAI e politica, ma tutti a pensare solo alla privacy del nano ex-pelato?.

Possibile che dopo le dichiarazioni di Travaglio – che piaccia o no, sa fare il suo mestiere – in merito alla collusione mafiosa tra la mafia e Schifani – nomen homen dicevano i latini -, nessuno si fermi a riflettere sulla gravità della cosa se fosse vera – se fosse? – ma tutti a dire che Travaglio è un indegno a accusare un’alta carica dello Stato? – e perché mai? se domani il presidente della repubblica uccidesse a suon di manganellate un bambino dovremmo tacere in nome della sua carica istituzionale? Ma vediamo di non essere ridicoli! -.

Possibile che davanti a un intero parlamento fatto di pregiudicati e presunti tali, la nostra massima reazione è dire “va beh, ma si sa”, alzare le spalle e poi continuare a sostenerli con il nostro voto?.

Possibile che davanti a un conflitto interesse megagalattico come quello palesemente esercitato da moltissimi nostri parlamentari – non solo il caro vecchio Berlusconi, come molti pensano o vogliono pensare – noi non facciamo una piega, mentre in tutto il mondo si impedisce con forza che certa gente faccia politica?. Esisteva un personaggio alla Berlusconi in Tailandia, se non erro, era proprietario delle televisioni nel suo Paese e, sebbene fosse considerato alla stregua di un dittatore e il suo paese non venga attualmente considerato libero e democratico, lui pensò bene di vendere le televisioni “per evitare uno spiacevole conflitto di interessi”. Ora, voglio dire, perché farci superare in questo pure dai tailandesi, con tutto il rispetto per quel popolo?.

Ma oltre a questo… ma come facciamo a dare continuamente il nostro sostegno a certa gente? Ora, non entro nel merito della questione di Schifani – sì, ho una mia opinione, ma senza prove sono solito tacere, sebbene qualche prova ci sia anche… -, ma vediamo, ad esempio, chi ci governa, tanto per capire in che mani siamo – non che prima andasse molto meglio, sia chiaro – :

Premier: Silvio Berlusconi
Occhio a dosare le parole, allora, vediamo… che fatica… iniziamo col dire che costui è stato ripetutamente ritenuto colpevole di reati anche gravissimi, ma non è mai stato “condannato” grazie a – le cito, tanto per rendere l’idea – quattro prescrizioni, una amnistia e diversi casi di archiviazione. Tengo a ricordare che un “non in galera” perché colpevole di un reato prescritto, è comunque colpevole e se non vivesse in un Paese folle come l’Italia – ma in USA, tanto per dirne uno, dove la prescrizione non sanno cosa sia, giustamente – sarebbe da tempo in galera. Per la cronaca, la prescrizione è scattata per “finanziamento illecito ai partiti”, “falso in bilancio”, “frode fiscale”. L’amnistia invece riguarda la sua “falsa testimonianza” riguardo la sua partecipazione alla loggia massonica segreta “P2″, mentre i processi ancora in corso – otto se i calcoli son giusti – sono per svariati capi d’imputazione e non sto a dirli qui tutti.

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio: Gianfranco Miccichè
CI sarebbero sottosegretari con fattacci peggiori nella fedina penale, ma vi riporto questo perché mi fa più ridere: Miccichè avrebbe ricevuto 20 grammi di cocaina in uno stabile, come testimoniano intercettazioni dei carabinieri e alcune testimonianze. Per ulteriori informazioni leggete qui.

Ministro per le pari opportunità: Mara Carfagna
Niente da dire sulla fedina penale, però mi sorge il dubbio che una ex-velina non sia forse la scelta migliore per il ruolo da ministro della repubblica italiana. Certo con la Brambilla abbiamo già capito che l’intenzione è quella di puntare sul “pilu power”, ma forse qui stiamo esagerando.

Ministro delle riforme per il federalismo: Umberto Bossi
Condannato a otto mesi definitivi per tangenti Enimont

Ministro dell’interno: Roberto Maroni
Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la
perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano – tentò di mordere la caviglia di un poliziotto… il primo esempio di ministro con portafoglio e museruola -.

Scusate, sono un cialtrone… inizialmente ero convinto di citare tutti coloro avessero commesso reati oppure fossero una barzelletta per il parlamento – vedi Carfagna -, ma erano così tanti che mi sono stancato arrivato a metà del lavoro, spero mi perdonerete.

La morale è che forse ci meritiamo di meglio o almeno è quello che spero, però dobbiamo ricordare che il potere è nelle nostre mani e che loro non fanno altro che ottenere da noi la delega per esercitarlo. Loro sono nostri dipendenti, non viceversa, ma perché non lo teniamo a mente?.

Molti chiedono “eh, ma cosa possiamo fare?”. Vi faccio un esempio: prima di tutto votate un partito solo se ha la vostra fiducia e smettiamo di votare “Il meno peggio”, anche fosse solo un segnale forte in termini di astensionismo al voto. Poi evitate di prendere per oro colato le notizie che vi arrivano dai media tradizionali italiani – televisione, giornali – che hanno interessi “particolari” nello scegliere le notizie e modificarle ad hoc – basti vedere chi controlla le televisioni private, da chi è composto il CdA Rai e infine ricordare che i giornali italiani ottengono finanziamenti dalla politica… che chiaramente vorrà qualcosa in cambio -.

Invece sapete cosa succede puntualmente? Che se qualcuno vuole dare un segnale forte e controcorrente viene subito insultato, diffamato e si tenta di screditarlo, se qualcuno tira fuori la coscienza politica e aderisce a qualche manifestazione di piazza che non sia organizzata da un partito, viene subito etichettato come “povero credulone” – tanto per prendere in considerazione l’ex direttore della “gioventù fascista” Scalfari, attuale fondatore e direttore de “La Repubblica”, che ha speso queste belle parole per chi era in piazza con Beppe Grillo tempo fa.

Le alternative sono tre, tenetele a mente: o si emigra altrove, o si resta così come stiamo continuando ad affogare in un fluido marroncino e puzzolente, oppure si fa qualcosa di concreto per azzerare l’attuale sistema politico. Chi sceglie con me la terza busta?.

Edit: grazie a “ilpensatore” che mi ha fatto notare un grave errore di distrazione: avevo erroneamente confuso Elio Vito con Alfredo Vito, invertendo le fedine penali. Per evitare confusione ho eliminato dalla lista quel passaggio. Mi scuso per l’inconveniente.

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6 Risposte to “Non vedo, non sento… e dico cazzate”

  1. Travaglio dirà anche cose verissime, ma il suo stile non mi piace, il “giornalismo sensazionalistico” a tutti i costi, in tutte le questioni e in tutte le situazioni.
    Comprendo che questo è l’unico modo per far giungere certe “informazioni sensibili”, che altrimenti verrebbero oscurate, ma io mi chiedo: Travaglio è il simbolo del vero giornalismo? oppure il vero giornalismo è tutt’altra cosa?

    Sicuramente il vero giornalismo in Italia non lo vedremo, finchè sopravvivrà questa classe politica tremendamente opaca e inciuciona…

  2. Alessandro Pironti Says:

    Guarda, Cru… io non voglio difendere Travaglio perché credo che lui sappia difendersi da solo, però mi pare assolutamente evidente che quello che esce dalle sue labbra è frutto di attenta lettura di atti giudiziari, il che gli ha evitato non a caso il soggiorno in casa sua e non in qualche carcere poco chic della nostra penisola italica. Quando un Travaglio dice, anche in maniera forte, che la politica è TUTTA marcia e corrotta, non è un sensazionalista esagerato, a parer mio, ma un uomo che dice una sacrosanta verità, che molti hanno interesse che non sia vista come tale dalla popolazione. Il vero giornalismo è “anche” quello di Travaglio, perchè di Travaglio su testate estere ne trovi a bizzeffe e non vengono massacrati da Tizio o Caio solo perché dicono la verità. Lampante l’esempio di come furono gestite le passate elezioni politiche in Spagna dai media, una classe giornalistica incredibile, che mi gustavo leggendo spesso “El Pais” e rattristandomi facendo mentalmente un improbabile paragone con i nostri media, comunque si chiamino.
    Pessimismo e fastidio…

  3. “Ministro ai rapporti con il parlmanento: Alfredo Vito
    Condannato a due anni e alla restituzione di cinque miliardi di lire per ventidue episodi di corruzione a Napoli”…

    mi sa che ti sei confuso.
    il ministro è ELIO Vito…ed è pulito…

  4. Alessandro Pironti Says:

    Grazie mille per la segnalazione: ho controllato ed avevi ragione.
    Ho così cancellato quel passaggio, come poi scritto a fine post.
    Grazie ancora, ciao!

  5. figurati Alessandro…

    anzi, sei stato correttissimo a modificare il post…non sono pochi quelli che sperano che le cose dette rimangano come sono (seppur sbagliate) cadendo nell’oblio…
    lo so, è un paradosso, ma rende bene l’idea, credo…

    ciao…

  6. Somehow i missed the point. Probably lost in translation :) Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Conterminous!

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