Sono in stato evidente da cambiare programma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 gennaio 2009, la data dell’ultima mia visita “costruttiva” su questo inutile spazio, sede di una interminabile svendita di inchiostri in saldo.
Dodici mesi… domani sarà un intero anno passato senza condividere nulla su queste pagine e i motivi di ciò sono tanti; alcuni buoni, altri meno, ma nulla di cui fregherà molto ai più.

Luogo di svago, occasione di confronto, salutare catarsi… questo blog mi ha permesso di conoscere diverse persone.  Molte interessanti, alcune straordinarie, talune uniche; diverse le ragioni che nel tempo mi hanno spinto a scrivere, una sola quella che mi spinse a non farlo più: la noia.

Avev0 promesso a qualcuno, però, che sarei tornato su queste pagine a scrivere, quindi perdonate il tempo che vi sto facendo perdere.

Eccomi qui, per la prima volta senza aver ragionato a priori su un valido argomento che potesse divenire fulcro di un pensiero degno di essere condiviso.

Ascoltavo “vento in faccia” dei Bandabardò… brano che, oltre ad aver prestato generosamente il titolo di questo post, ha dato il là ad un viaggio musicale che è stato utile, in un giorno carico di ansia, in cui la serenità pareva un vago ricordo. Dai Bandabardò ai Sud Sound System è un attimo, poi si insegue la strada dialettale ed è il turno di Van De Sfroos con Akuaduulza; poi torna in mente l’indimenticabile De Andrè e il suo meraviglioso album “non al denaro, non all’amore nè al cielo” e la carica di malinconia, cinismo e rabbia è ormai inarrestabile, mentre il cervello si ostina a non fermare la corsa al ragionamento, al ricordo, al rimpasto di idee, in un trionfo di rimorsi, rimpianti e di “chissà che sarebbe successo se…”.
Già… squisitamente patetico.

Morale della favola: Giornata impiegata malissimo, se non fosse per l’aver ascoltato De Andrè.

E ora sono qui, pensando a un essere che si traveste da orso di peluche per risultare inoffensivo mentre cerca di domnicare il mondo; penso a un aereo che vola da una città all’altra della Spagna cambiando la vita di un passeggero; penso a un piccolo cinema che proietta un cartone animato tra gli schiamazzi di una mamma fastidiosamente maleducata; penso agli amici che avevo dove abitavo a 7 anni e che ho lasciato per trasferirmi dove ho poi abitato all’età di 8 anni; penso poi agli amici della terza elementare che ho perso per andare là dove ho vissuto per un altro lungo periodo, incontrando altre persone che sono diventate la mia vita, salvo poi lasciarle alle spalle per andare via di nuovo, e ancora, e ancora… fino a raggiungere Trieste, che Dio solo sa per quanto ancora mi ospiterà: Per sempre? Fino a domani? Non voglio saperlo e non ha quasi importanza. Non oggi.

Non sono certo l’unico a lasciare che la mente voli ovunque e gli faccia del male…. quel che non so è come arrestarla. Se tu, sfortunato lettore, hai qualche “rimedio della nonna” per questo tarlo, lascia un commento e te ne sarò grato.

Ora torno al mio letargo, che potrebbe tranquillamente persistere per un altro anno… vi lascio regalandovi due video. Spero vi piacciano.

3 Risposte to “Sono in stato evidente da cambiare programma”

  1. Ciao Alessandro, sonoqui per dirti che purtroppo o per fortuna
    una buona medicina per dare sollievo alla tua mente (e alla mia) non ancora riesco a trovarla.
    Personalmente penso che i pensieri non si possono rinchiuderli, ma lasciarli liberi di spaziare.
    Sono frecce scagliate nell’ infinito dalla nostra Anima.

    Felice giorno
    Gina

    • Alessandro Pironti Dice:

      Buongiorno Gina,
      è stato bello risvegliarsi, dopo una notte vissuta tra sonno e nervosismo, leggendo i tuoi commenti.

      Ancora più bello, poi, capitare sul tuo blog e leggere post affini e scoprire una scrittrice così sensibile.

      Mi sono permesso di aggiungerti al mio blogroll e, promettendo di usare le pattine e lasciare le scarpe infangate fuori dalla porta, spero mi accoglierai sul tuo blog ancora e ancora, per qualche visita di cortesia.

      Buona domenica
      -ale-

  2. Grazie per avermi voluta assieme ad altri amici che ti
    apprezzano e leggono.
    Vieni quando vuoi (soprattutto in compagnia della solitudine).
    Non hai bisogno di bussare, possiedi già la chiave.

    Con Amicizia
    Gina

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