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Media: dispenser di menzogna in zona italica

Posted in Politica con i tag , , , , , on 17 Gennaio, 2009 by Alessandro Dauria

Illusione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era l’anno 2004.
L’euro macinava terreno su valute concorrenti, mentre gli USA affidavano buona parte della loro liquidita a capitali cinesi, sauditi e via dicendo. L’europeo medio, quindi, aveva di che sorridere e sperare, cullato dalle voci di mille esperti televisivi o dalle parole scritte da altrettanti scribacchini dell’economia e politica, che ritraevano un futuro roseo, troppo abituati, dal passato secolo, a pensare che i figli otterranno più dei padri e avranno di che sorridere per i tempi a venire.
Sono sempre stato un tipo strano, però, molti mi definirebbero “anticonformista”, altri “pazzo”, pochi invece mi credono ben informato (ringrazio tutti voi) e, come spesso capita, mi trovavo in disaccordo con certe previsioni, preparandomi al peggio. Quello che mi spinse a iniziare a temere per il futuro non era una sorta di chiaroveggienza, ma nemmeno una mia innata propensione alla lungimiranza, quanto il fatto che gli economisti della Unione Europea avvertivano circa l’avvento di una recessione per gli anni a venire e io sono propenso a credere che bisogna dare retta a chi è “esperto di qualcosa”, dato che nessuno di noi è e sarà mai un tuttologo.

Alan Greenspan, allora presidente della Federal Reserve, citò nel dicembre del 1996 l’espressione “esuberanza irrazionale” parlando dell’euforia dei mercati che ebbero la sconsiderata percezione che la crescita economica sarebbe durata in eterno, quindi ora nessuno finga che quanto ora accade è imprevedibile, imprevisto e un qualcosa a cui nessuno poteva mettere freno: tutte stupidaggini… diciamo piuttosto che qualcuno ha avuto indubbi vantaggi da questo miraggio del “denaro facile”.

La nostra epoca è segnata pesantemente anche dal fenomeno della globalizzazione, che ha come logica conseguenza la maggiore competitività nei mercati mondiali dei paesi in via di sviluppo, cosa che abbiamo provato sulla nostra pelle assistendo alla sempre più diffusa presenza di capitale cinese nella nostra economia: come non notare che in ogni ambito produttivo ci siano prodotti di provenienza “non italica” a riempire i banconi dei nostri supermercati e i banchi dei mercati di paese?.
La cosa divertente è che, sulla scia del tentativo di demonizzare i “no global” (gruppo tutt’altro che di ispirazione sovversiva, ma lo hanno capito in pochi), personaggi pubblici come Alessandro Cecchi Paone si schierarono decisamente a favore della globalizzazione, in maniera troppo palesemente cieca per essere in buona fede.

Continuo a sentir dire che l’Italia sta vivendo la crisi come tutte le altre nazioni, sento dire che la nostra situazione non è minimamente riconducibile a una politica folle, poco lungimirante e da un’economia da decenni ancorata a settori perdenti, come cavalli che “rompono” al trotto. E allora perdonatemi se scoppio in una grossa risata quando l’OCSE da al nostro Paese la maglia nera per la crescita e sostiene che non vi sarà speranza di una qualunque sorta di crescita fino al 2010. Rido, e lo faccio per non piangere, perché ben so (e come me lo sanno in molti altri) che la crisi per noi terminerà ben oltre il 2010, dato che l’Italia non è minimamente strutturata per risolvere, neppure in minima parte, la situazione fin qui creatasi.

E qui cito finalmente i media: negli scorsi anni nessun media autorevole ha avuto il coraggio di dire le cose come stavano, mettendo i politicanti spalle al muro e dicendo “cosa pensate di fare per…?”. Niente, nessuno, non un giornale, non un canale televisivo che, in un suo tg, avesse la decenza di trattare un argomento così importante e spinoso per noi. Invece lì a chiedere agli italiani un maggiore consumo per “far girare l’economia”, quando a girare sono state solo le nostre palle, dato che col senno di poi milioni di persone avrebbero preferito sentirsi dire “mettete da parte un po’ del vostro denaro, arriveranno tempi bui”.
A cosa servono i media? Spiegatemelo. Io non vedo informazione in quel che osservo, constatando di appartenere a una sparuta minoranza di individui che se ne rendono conto, in un mondo fatto di pecore, divisi in greggi altresì chiamati “partiti”, “ideali”, “pregiudizi”… un mondo di tante pecore e pochi pastori, dove i pastori continuano a ripeterci che, in fondo, siamo proprio noi pecore a comandare… e intanto ci radono, rubandoci lana, latte e dignità, mentre a casa del pastore non mancano mai i viveri.

E, checché ne dica Darwin, noi non ci adatteremo all’ambiente circostante, non cambieremo, lasciando che siano sempre i pastori a comandare… al massimo beleremo, nulla più. 

Ecco alcuni link utili a capire cosa diavolo io abbia detto qui sopra:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/27/crisi-globale-non-accusate-gli-economisti.html

http://www.ibs.it/code/9788842808565/cecchi-paone-alessandro/si-global-ragioni.html

http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_14/ocse_recessione_italia_maglia_nera_65643ada-e21e-11dd-b227-00144f02aabc.shtml

MCS: quando svanisce il diritto alle cure

Posted in Politica con i tag , , , , on 11 Giugno, 2008 by Alessandro Dauria

Chiudete per un attimo gli occhi e domandatevi: “la chimica… in che oggetti sono contenuti agenti e sostanze chimiche di ogni tipo?”. La risposta può essere di due tipi: una tipologia di persone, ignara dell’entità della problematica, inizierà a riflettere su cosa rispondere, andando a elencare, uno ad uno, le cose che sicuramente, a suo avviso, conterranno “chimica”, andando così a formare una lista di qualche decina di oggetti, se tutto va bene. La seconda tipologia di persone è composta da chi la chimica la conosce davvero, magari perché lavora in contesti a lei correlati, forse perché i suoi studi sono andati in tal senso, oppure persone che semplicemente hanno imparato a vederla come un nemico, non appena le loro condizioni fisiche gliel’hanno imposto.
Questa seconda tipologie risponderebbe “OVUNQUE!”.
La chimica è ovunque, infatti, la troviamo nei cibi (anche in molti insospettabili), sia in quelli che prevedono un trattamento chimico, sia per quelli che la chimica la subiscono (pensiamo a ortaggi, frutti, ecc. cresciuti in terreni contaminati, oppure animali che hanno mangiato il fieno cresciuto in tali terreni, e così via…), la chimica la troviamo chiaramente nei mobili (formaldeide, diversi solventi…), la troviamo negli elettrodomestici (chimica e elettronica vanno a braccetto), la troviamo in moltissimi anche insospettabili beni di consumo comune, come la carta igienica, i quaderni che i nostri figli e nipoti usano quotidianamente, bottigliette d’acqua di plastica che contengono l’acqua che beviamo (talvolta vi è chimica nell’acqua stessa), gli indumenti che compriamo al negozio sotto casa, ecc. ecc. ecc.

Le volte che il sottoscritto si trovava nella condizione di dover spiegare a qualcuno “cos’è l’MCS”, sia ad amici che a medici curiosi (ed evidentemente ignoranti in materia), ha trovato mille difficoltà, non tanto nello spiegare cosa fosse (la cosa mi è discretamente chiara), quanto a fare in modo di convincere i miei interlocutori che io non stessi scherzando e che il mio racconto non era frutto di un passaggio di Star Trek.

L’episodio più grottesco fu quello che mi vide oratore in una assemblea sulla sanità e le malattie rare, svoltasi nella provincia di Cremona pochi anni fa, a pochi giorni dalle elezioni politiche che videro la vittoria della coalizione del centro-sinistra capeggiata da Romano Prodi. In quella circostanza vi erano tantissimi politici, di passaggio durante le loro tournee di raccolta consensi, nelle quali i nostri amici politicanti, tanto sono attenti a apparire sensibili alle problematiche dei più deboli.
In quella occasione mi trovai a parlare di fronte a una platea che vedeva al suo interno un importante membro dei “Verdi Sole Che Ride”, un’altro della “Italia Dei Valori”, diversi del “PD” e anche una sparuta rappresentanza della “Lega Nord”. Tra questi personaggi vi erano anche alcuni medici e un ingegnere chimico, pensate un po’. Così come capitò quando fui oratore di una assemblea regionale della sanità svoltasi a Milano, vidi molte facce stupite cadere dalle nuvole (medici compresi), qualche timida reazione di qualche dottore che voleva ridicolizzare il fenomeno MCS (da me zittito carte alla mano), ma sopratutto, ricevetti false e ridicole promesse che “si sarebbe fatto qualcosa”.

Ora due parole su cosa caspita sia l’MCS, così da farvi capire un pochettino: parliamo della Sensibilità Chimica Multipla, da alcuni chiamata “sindrome del golfo e dei balcani”, per i tanti malati di questa sindrome tra i militari di ritorno dal fronte. L’MCS è una sindrome di ipersensibilizzazione alla chimica, che porta i malati a essere intolleranti a una o più sostanze chimiche. Le sostanze possono essere le più disparate, sebbene io, per esperienza, abbia avuto a che fare con tantissime persone che, tra le sostanze più comuni, soffrivano molto il contatto con la formaldeide, oltre ovviamente a smog automobilistico, vernici e altre sostanze molto aggressive.
Questa sindrome è riconosciuta in molti stati degli Stati Uniti, è riconosciuta da tempo in Canada, in Germania, tanto per fare esempi che possano rendere ovvio che non parliamo di una favoletta della “cattiva-notte”, eppure non è riconosciuta in Italia. Come mai?.

Ve lo dico in poche parole: tra gli Stati che la riconoscono, il più vicino a noi è la Germania. Ora, tenendo per buono, indicativamente parlando, la percentuale di malati di MCS riconosciuti in Germania e applicandola all’Italia, scopriremmo che gli italiani colpiti da questa sindrome potrebbero essere 600.000 (no, dico, seicentomila!). Queste seicentomila persone avrebbero chiaramente diritto a benefits di qualche genere per la loro condizione, come una percentuale di invalidità ed inserimento quindi nelle liste di collocamento mirato (chiedere al Centro Per l’Impiego della vostra città per maggiori informazioni sullo stesso), una pensione di invalidità lavorativa nei casi gravi (dal secondo stadio in su, a mio avviso) e, ovviamente, IL DIRITTO ALLE CURE.
Ora, considerando che quanto ho detto sopra corrisponde a una spesa, da parte dello Stato, di centinaia di milioni di euro tra pensioni e adeguamento degli ospedali affinché ospitino zone ECU (environmental control unit) idonee a ospitare pazienti di MCS (in Italia non mi risulta ce ne sia effettivamente una), capite che abbiamo già di fronte una buona ragione, anzi milioni, per non riconoscere la sindrome, con buona pace della nostra costituzione e il diritto a ricevere cure mediche se malati.

Ma ora allarghiamo la visione delle cose e soffermiamoci su un altro aspetto: ogni malato di MCS potrebbe fare causa (penso vincendola) all’industria chimica/industria farmaceutica/struttura ospedaliera di turno che lo abbia sensibilizzato a una o più sostanze, rispettivamente tramite l’acquisto dei suoi prodotti, l’assunzione dei suoi farmaci o l’uso di sostanze chimiche in pazienti ipersensibili alle stesse (penso alle migliaia di casi di persone che, pensando di ricevere assistenza in ospedale, si sono recate in ospedale per sapere di cosa erano affetti, ma ricevendo dall’impreparato e ignorante personale medico una diagnosi sbagliata (ah, quante volte ho sentito dire da un malato di MCS: “dicono che ho una strana allergia”) con conseguente utilizzo di sconsigliatissime procedure, come l’efettuazione di un prick test allergico, che non fa altro che aumentare il disagio del paziente, senza dare risultati indicativi sul suo stato di MCS.

Quindi soldi, come sempre, ecco cosa frena il riconoscimento della malattia, in barba alla costituzione, a centinaia di migliaia di persone malate, in barba ad ogni diritto dell’uomo. E nulla cambierà, sapete? Perché la gente è ormai abituata a dire “beh, ma se fosse vero ne parlerebbero”, non capendo che si parla solo di quello che conviene dire, mentre è ovvio che un media tradizionale (fortemente politicizzato anche tramite i noti finanziamenti all’editoria in un caso, a CdA RAI dall’altro e proprietà dell’altro polo televisivo nazionale dall’altro ancora) non parlerà di qualcosa che sia lesivo dei propri interessi (tenete a mente che farmindustria e molte associazioni di produttori in ambito chimico, oltre a singole grosse aziende) finanziano generosamente tutti (o quasi) i partiti nazionali… evidentemente chiedendo in cambio qualcosa.

Per ottenere ulteriori informazioni sulla MCS (che probabilmente darò comunque in futuro), potete visitare i seguenti indirizzi:

http://www.infoamica.it/
http://www.riconoscimentomcs.135.it/
http://www.safer-world.org/it/malathe/MCS/fabig.htm
http://www.mcs-america.org/
http://www.macroedizioni.it/libro.php?id_libro=125

Ogni volta che…

Posted in Politica con i tag on 4 Giugno, 2008 by Alessandro Dauria

Ogni volta che hai realmente compreso un concetto che chi hai attorno forse non capirà mai per davvero…
Ogni volta che parli di qualcosa, sapendo di aver ragione, venendo ridicolizzato da chi ignora e non vuol sapere…
Ogni volta che senti dire “se a Napoli sono pieni di rifiuti sarà per colpa di quei quattro che non vogliono la discarica”…
Ogni volta che stracci una pagina di quello che sarà il tuo libro, dicendo “no, questo non POSSO dirlo”…
Ogni volta che le cose che NON puoi dire si accatastano fino a diventare un libro a se stante…
Ogni volta che vedi un giovane dare il proprio tempo, il proprio impegno, il proprio entusiasmo al politicante che ne carpisce l’anima, sapendo che non sta remando dalla parte giusta ma senza poter dirgli nulla, immaginando la tristezza sul suo viso quando ci arriverà da solo…
Ogni volta che un “Gigi D’Agostino” vende più di un “Fabrizio D’André”…
Ogni volta che un sogno meraviglioso diventa troppo inverosimile per dare conforto…

Ogni volta che succede una di queste cose, tu che provi? Io un profondo scoramento.
Cosa dici? Che lo provi anche tu? Davvero? Che bello… peccato che restiamo in pochi, troppo pochi, mio nuovo amico…

Non vedo, non sento… e dico cazzate

Posted in Politica con i tag , , , on 20 Maggio, 2008 by Alessandro Dauria

Lo so, sarei stato più fine e di classe nel mettere le scimmiette originali nella foto dell’articolo… ma qualcuno apprezzerà questa reinterpretazione “tutta salute”. Tutto sommato, però, anche il titolo è una reinterpretazione del famoso adagio, rivisto per essere riadattato alla nostra mirabolante classe politica.

Tutto inizia alla mia visione divertita di questa vignetta di Stefano Disegni, ripresa dal blog “Il Cannocchiale”. Per chi non volesse vederla – ma vi consiglio di farlo -, mostra una scolaresca in visita al parlamento italiano, che incontra due deputati; uno dei bambini, in merito alla questione delle dichiarazioni di Travaglio sollevate al momento dai deputati, chiede semplicemente “se sia vero o no” quello che il giornalista dice, provocando l’ira funesta dei politici che dribblano la domanda e si alterano sempre più.

La cosa mi porta stamattina a farmi il sangue amaro e dire la mia sulla vicenda.

Italiani, popolo di ovini, vergogniamoci!

Possibile che alla notizia di una intercettazione tra Berlusconi e un giornalista RAI in cui il primo chiede di inserire in RAI una ragazzina da lui raccomandata, nessuno si ferma a riflettere sulle collusioni tra RAI e politica, ma tutti a pensare solo alla privacy del nano ex-pelato?.

Possibile che dopo le dichiarazioni di Travaglio – che piaccia o no, sa fare il suo mestiere – in merito alla collusione mafiosa tra la mafia e Schifani – nomen homen dicevano i latini -, nessuno si fermi a riflettere sulla gravità della cosa se fosse vera – se fosse? – ma tutti a dire che Travaglio è un indegno a accusare un’alta carica dello Stato? – e perché mai? se domani il presidente della repubblica uccidesse a suon di manganellate un bambino dovremmo tacere in nome della sua carica istituzionale? Ma vediamo di non essere ridicoli! -.

Possibile che davanti a un intero parlamento fatto di pregiudicati e presunti tali, la nostra massima reazione è dire “va beh, ma si sa”, alzare le spalle e poi continuare a sostenerli con il nostro voto?.

Possibile che davanti a un conflitto interesse megagalattico come quello palesemente esercitato da moltissimi nostri parlamentari – non solo il caro vecchio Berlusconi, come molti pensano o vogliono pensare – noi non facciamo una piega, mentre in tutto il mondo si impedisce con forza che certa gente faccia politica?. Esisteva un personaggio alla Berlusconi in Tailandia, se non erro, era proprietario delle televisioni nel suo Paese e, sebbene fosse considerato alla stregua di un dittatore e il suo paese non venga attualmente considerato libero e democratico, lui pensò bene di vendere le televisioni “per evitare uno spiacevole conflitto di interessi”. Ora, voglio dire, perché farci superare in questo pure dai tailandesi, con tutto il rispetto per quel popolo?.

Ma oltre a questo… ma come facciamo a dare continuamente il nostro sostegno a certa gente? Ora, non entro nel merito della questione di Schifani – sì, ho una mia opinione, ma senza prove sono solito tacere, sebbene qualche prova ci sia anche… -, ma vediamo, ad esempio, chi ci governa, tanto per capire in che mani siamo – non che prima andasse molto meglio, sia chiaro – :

Premier: Silvio Berlusconi
Occhio a dosare le parole, allora, vediamo… che fatica… iniziamo col dire che costui è stato ripetutamente ritenuto colpevole di reati anche gravissimi, ma non è mai stato “condannato” grazie a – le cito, tanto per rendere l’idea – quattro prescrizioni, una amnistia e diversi casi di archiviazione. Tengo a ricordare che un “non in galera” perché colpevole di un reato prescritto, è comunque colpevole e se non vivesse in un Paese folle come l’Italia – ma in USA, tanto per dirne uno, dove la prescrizione non sanno cosa sia, giustamente – sarebbe da tempo in galera. Per la cronaca, la prescrizione è scattata per “finanziamento illecito ai partiti”, “falso in bilancio”, “frode fiscale”. L’amnistia invece riguarda la sua “falsa testimonianza” riguardo la sua partecipazione alla loggia massonica segreta “P2″, mentre i processi ancora in corso – otto se i calcoli son giusti – sono per svariati capi d’imputazione e non sto a dirli qui tutti.

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio: Gianfranco Miccichè
CI sarebbero sottosegretari con fattacci peggiori nella fedina penale, ma vi riporto questo perché mi fa più ridere: Miccichè avrebbe ricevuto 20 grammi di cocaina in uno stabile, come testimoniano intercettazioni dei carabinieri e alcune testimonianze. Per ulteriori informazioni leggete qui.

Ministro per le pari opportunità: Mara Carfagna
Niente da dire sulla fedina penale, però mi sorge il dubbio che una ex-velina non sia forse la scelta migliore per il ruolo da ministro della repubblica italiana. Certo con la Brambilla abbiamo già capito che l’intenzione è quella di puntare sul “pilu power”, ma forse qui stiamo esagerando.

Ministro delle riforme per il federalismo: Umberto Bossi
Condannato a otto mesi definitivi per tangenti Enimont

Ministro dell’interno: Roberto Maroni
Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la
perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano – tentò di mordere la caviglia di un poliziotto… il primo esempio di ministro con portafoglio e museruola -.

Scusate, sono un cialtrone… inizialmente ero convinto di citare tutti coloro avessero commesso reati oppure fossero una barzelletta per il parlamento – vedi Carfagna -, ma erano così tanti che mi sono stancato arrivato a metà del lavoro, spero mi perdonerete.

La morale è che forse ci meritiamo di meglio o almeno è quello che spero, però dobbiamo ricordare che il potere è nelle nostre mani e che loro non fanno altro che ottenere da noi la delega per esercitarlo. Loro sono nostri dipendenti, non viceversa, ma perché non lo teniamo a mente?.

Molti chiedono “eh, ma cosa possiamo fare?”. Vi faccio un esempio: prima di tutto votate un partito solo se ha la vostra fiducia e smettiamo di votare “Il meno peggio”, anche fosse solo un segnale forte in termini di astensionismo al voto. Poi evitate di prendere per oro colato le notizie che vi arrivano dai media tradizionali italiani – televisione, giornali – che hanno interessi “particolari” nello scegliere le notizie e modificarle ad hoc – basti vedere chi controlla le televisioni private, da chi è composto il CdA Rai e infine ricordare che i giornali italiani ottengono finanziamenti dalla politica… che chiaramente vorrà qualcosa in cambio -.

Invece sapete cosa succede puntualmente? Che se qualcuno vuole dare un segnale forte e controcorrente viene subito insultato, diffamato e si tenta di screditarlo, se qualcuno tira fuori la coscienza politica e aderisce a qualche manifestazione di piazza che non sia organizzata da un partito, viene subito etichettato come “povero credulone” – tanto per prendere in considerazione l’ex direttore della “gioventù fascista” Scalfari, attuale fondatore e direttore de “La Repubblica”, che ha speso queste belle parole per chi era in piazza con Beppe Grillo tempo fa.

Le alternative sono tre, tenetele a mente: o si emigra altrove, o si resta così come stiamo continuando ad affogare in un fluido marroncino e puzzolente, oppure si fa qualcosa di concreto per azzerare l’attuale sistema politico. Chi sceglie con me la terza busta?.

Edit: grazie a “ilpensatore” che mi ha fatto notare un grave errore di distrazione: avevo erroneamente confuso Elio Vito con Alfredo Vito, invertendo le fedine penali. Per evitare confusione ho eliminato dalla lista quel passaggio. Mi scuso per l’inconveniente.